Siamo circondati dalla tecnologia

Social Network: dimenticare è divenuta l’eccezione, ricordare la regola

Tempo di lettura stimato: 4 minuti.

Ora che mi ritrovo a lavorare quotidianamente sui social network, Facebook in primis, mi sono resa conto di tutte le implicazioni, positive e negative, connesse a questo strumento di comunicazione.

Le potenzialità sono enormi, le possibilità sono infinite…la paura è immensa, almeno da parte mia.

Che Dio ci aiuti!

G. Boccia Artieri - Stati di connessione

Durante le mie sessioni di studio, mi sono imbattuta in alcuni concetti che mi hanno fatta pensare molto. Fra questi, in particolare, alcune domande poste da Giovanni Boccia Artieri, professore all’Università di Pesaro – Urbino. Cito dal suo libro “Stati di Connessione”:

“Cosa accade nel momento in cui milioni di persone nel mondo non sono più semplicemente pubblico di massa che gravita nell’orbita dei media ma possono creare connessioni ‘di massa’ tra loro, con e attraverso contenuti che imparano non solo a consumare ma a produrre e distribuire?

Come cambia la natura delle nostre vite quando sono connesse attraverso i social network che ne raccontano dettagli privati?

Come cambia la natura delle nostre vite quando vengono condivisi con un pubblico potenzialmente di massa pensieri e rapporti tra persone?

Cosa accade quando la consapevolezza di questo stato di connessione aumenta ed è capace di realizzare in modo concreto, attraverso il digitale, trasformazioni nei contesti organizzativi, politici, di mercato, educativi, informativi e dell’intrattenimento?”

Effettivamente al giorno d’oggi il concetto di “Privacy” e “Vita Privata” stanno piano piano dissolvendosi in una nuvola informe dove tutto è di tutti e paradossalmente, niente è di nessuno.

Questa cosa spaventa, almeno a me.

Tralasciando momentaneamente le implicazioni che questo “stato di connessione” provoca ai propri profili privati, vorrei portare l’attenzione alla comunicazione online promossa nei profili fan aziendali.

Noi, come agenzia di comunicazione, quando parliamo di strategia di comunicazione e marketing con i clienti, teniamo sempre a sottolineare che ormai in rete ci sono tutti e che bisogna distinguersi dalla massa in maniera professionale e consona alla propria Brand Identity.

“Per essere insostituibili bisogna essere diversi”

Tutti posso fare tutto, anche da soli in versione casalinga quindi bisogna trovare il modo di emergere. Bisogna essere i migliori sul mercato o comunque unici. Per essere i migliori bisogna affidarsi a professionisti, come le agenzie di marketing e comunicazione che costruiranno uno Storytelling della marca ad hoc per il tuo brand.

Non bisogna sottovalutare la propria immagine né prendere sotto gamba i contenuti che si veicolano sulla propria pagina aziendale. Questi sono identificativi dei valori base della propria attività.

Per questo è molto importante curare i contenuti che si veicolano online. Hanno una risonanza esponenziale e rimangono presenti sul web ad oltranza, un po’ come una cicatrice non curata bene, nel caso di contenuti errati, o come la pergamena di laurea appesa sulla parete, in caso di contenuti di sostanza.

Per creare contenuti efficaci, ricordati sempre di:

  1. essere pertinente,
  2. essere coerente,
  3. puntare alla qualità,
  4. creare valore
  5. creare partecipazione.

Questo è fondamentale per creare contenuti di cui poi non potrai pentirti.

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Vita privata, Vita aziendale, Vita pubblica

Altro consiglio importante è quello di non confondere la vita privata con quella lavorativa.
Sulla pagina Facebook aziendale è sempre opportuno condividere contenuti inerenti alla propria attività e non alla propria vita privata. In questo modo manterrete una comunicazione professionale.

Quando programmo la comunicazione online delle pagine aziendali che gestisco, sono sempre molto attenta e sento una responsabilità sulle spalle inaudita. I contenuti che condivido sono visti da milioni di persone. Questi li leggeranno, li condivideranno, commenteranno e faranno rimbalzare la notizia ovunque. Il peso di una frase, di una foto o di un video è enorme.

Ricorderai il caso di una nota catena di fast-food, la cui reputazione fu distrutta a causa di un video postato in rete in cui due dipendenti che mostrava le loro imprese goliardiche col cibo da dare ai clienti.

Hai mai pensato in questi termini il tuo profilo personale?

Ciò che condividi diventa un prodotto di massa che sopravvivrà in eterno.
Questo permette sicuramente di mantenere vivi e presenti i ricordi di momenti passati ma…
…non solo.

V. Mayer-Schönberger - Delete, il diritto all'oblio nell'era digitaleQualche anno fa mi sono imbattuta nel libro “Delete, il diritto all’oblio nell’era digitale” di Viktor Mayer-Schönberger.

L’oblio nell’era digitale è un argomento a volte sottovalutato. La capacità di poter immagazzinare in rete sempre più informazioni si potrebbe ritorcere contro di noi.

“Il punto di vista di Viktor Mayer-Schönberger è molto critico verso l’archiviazione di dati senza una logica sia per scopi privati, sia per quelli commerciali. Una visione che condanna il salvataggio di foto, email, dati sensibili, tutte informazioni che potrebbero essere riutilizzate anche a distanza di anni e che potrebbero alterare l’equilibrio socio-culturale degli individui”.

Damiano Congedo

Nel libro vengono presentati due esempi che fanno riferimento a fatti realmente accaduti. Quello che mi ha fatto riflettere di più è l’esperienza di Stacy Snyder, un’aspirante insegnante, alla quale non venne concesso il posto di lavoro a causa di una foto su MySpace che la ritraeva con una birra in mano.

Ti ricordi quando non eravamo schiavi del telefono, di internet e delle foto?
Io ci ho pensato…e un po’ quei tempi mi mancano.

Dimenticare è divenuta l’eccezione, ricordare la regola” per cui prestate molta attenzione a ciò che condividete e, se avete un’attività commerciale, affidatevi a dei professionisti per non incappare in errori e per distinguervi dalla massa.