Guerrilla Marketing by Nutella

Il Guerrilla Marketing: spazio alla creatività!

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Oggi vi vogliamo parlare di un argomento che fa spesso parlare le persone! Il Guerrilla Marketing, una delle declinazioni più conosciute del marketing non convenzionale!

Ci approcceremo a questo argomento in maniera più accademica, grazie al contributo del laureando Matteo Molinari, che, con grande entusiasmo, sta svolgendo il suo tirocinio curricolare qui all’Immaginificio, in collaborazione con il suo relatore, il professore Roberto Alessi.

Ecco per voi un estratto.

Guerrilla Marketing, non gorilla marketing!

Il termine Guerrilla Marketing viene utilizzato per indicare una strategia di marketing non convenzionale.
E’ così chiamato perché è un’attività di marketing che va fuori dai tradizionali schemi, così come facevano anche i guerriglieri per combattere contro eserciti più grandi e forti di loro, attraverso azioni improvvise e agguati, spesso potendo contare sull’appoggio della popolazione.

Come i guerriglieri questa attività di marketing è utile per colpire le persone in modo provocatorio, improvviso e sorprendente, manifestandosi in luoghi non convenzionali e interagendo con le persone comuni.

guerrilla marketing campagna

Questa tattica arriva ai consumatori quando meno se lo aspettano, nella loro quotidianità, mentre la loro “advertising consciousness” la capacità degli individui di resistere e filtrare i messaggi pubblicitari) non è attiva e di conseguenza le loro difese verso i messaggi pubblicitari sono ridotte. L’individuo non è preparato per quello che sta per succedere perché non sa che sta per diventare lui stesso parte integrante di una strategia di mercato.

L’obiettivo finale a cui mira il Guerrilla Marketing, attraverso lo stupore e lo spiazzamento, è quello di diventare virale attraverso il passaparola dei fruitori dell’azione di marketing, che condividono con tutte le loro conoscenze ciò a cui hanno appena assistito attraverso messaggi, chiamate, conversazioni, foto e video.

Cultural Jamming what???

Il Guerrilla Marketing non prende spunto esclusivamente dalla filosofia bellica dei guerriglieri, ma deriva anche dal movimento definito “Cultural Jamming” o interferenza culturale. Questo movimento consiste in un attivismo che comprende azioni di comunicazione per lo più illegali contro grandi multinazionali, con l’obiettivo finale di deformare l’originale messaggio trasmesso dall’azienda per poter quindi generare una riflessione nelle persone che la osservano. Grazie al valore e al forte impatto generato da queste azioni sovversive e di ribellione, i professionisti della comunicazione hanno deciso di adottare anche loro questa strategia di marketing per comunicare con i loro clienti.

Un must: Jay Conrad Levinson

Fu il pubblicitario statunitense Jay Conrad Levinson, nel 1984, che per primo definì con l’appellativo di “Guerrilla Marketing” quel tipo di pubblicità non convenzionale e di basso costo, ottenibile attraverso creatività e azioni che fanno leva sull’immaginario dei consumatori finali. Levinson viene considerato l’ideatore del Guerrilla Marketing, e insegna che questa forma di marketing è l’insieme di: passione, costanza, impegno, credibilità, azione e pazienza, conta solo saperle combinare e usare.

Per riassumere, ecco alcuni degli aspetti fondamentali del Guerrilla Marketing Proposti da Levinson:

  • è principalmente adatto ad aziende e imprenditori con un budget medio-basso;
  • Le immancabili forme di investimento devono essere: energia, tempo e creatività, utili a compensare un basso budget;
  • Il miglior modo di misurare l’andamento della campagna è di misurare l’incremento delle relazioni che mensilmente ottiene l’azienda;
  • Deve essere utilizzato principalmente per incrementare gli accordi commerciali azienda-cliente piuttosto che cercarne di nuovi;
  • Le tecnologie se correttamente sfruttate possono essere potenti strumenti utili a rafforzare le trovate di marketing;
  • È la combinazione di differenti tipi di marketing, convogliati in una singola strategia di comunicazione e con un unico obiettivo.

Il campione italiano: Andrea Frausin

Le tesi dell’ideatore del Guerrilla Marketing vengono rafforzate dalle teorie di Andrea Frausin, uno dei maggiori esponenti italiani di marketing non convenzionale. Frausin conferma le teorie di Levinson sostenendo a sua volta che questo tipo di azione di marketing sia la migliore per lo small business (imprese di piccole dimensioni, con pochi dipendenti e basso budget). Afferma inoltre che, proprio come dei guerriglieri, essi debbano combattere le grandi multinazionali utilizzando il loro tempo, la loro immaginazione e tutte le loro energie, utili a compensare così il gap economico che le divide.

È indispensabile che perciò vengano impiegati strumenti che possano essere utilizzati nell’immediato e che diano risultati facilmente misurabili trasmettendo continui “call to action” (breve frase utile a spingere il destinatario del messaggio a compiere un’azione). Per Frausin è inoltre indispensabile che il Guerrilla Marketing sia “la realtà resa affascinante” e non “il falso reso realtà”. Se si vuole ottenere un buon risultato in questo tipo di marketing sovversivo è importante saper coordinare l’utilizzo di diversi strumenti contemporaneamente.

Pausa caffè

E’ un argomento interessante vero? Ci sono tante altri aspetti interessanti da scoprire riguardo a questo fantastico mondo di fare pubblicità ma…dovrete aspettare il prossimo articolo!
Campagna di Guerrilla Marketing promossa dalla Jeep

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